Isaiah Stewart suspendido por tres juegos sin sueldo por la NBA: una pérdida de 108 mil dólares

Isaiah Stewart suspendido por tres juegos sin sueldo por la NBA: una pérdida de 108 mil dólares
Isaiah Stewart

Un giro di vite deciso da parte della NBA che non ha esitato a sancire la sospensione del pivot dei Detroit Pistons, Isaiah Stewart. Il provvedimento giunge dopo l’episodio avvenuto lo scorso 15 febbraio, un preludio poco ortodosso al confronto tra i Pistons e i Phoenix Suns, in cui Stewart si è reso protagonista di un alterco con Drew Eubanks. Il lungo, risentito da una presunta provocazione, non ha esitato a scagliarsi contro l’avversario, sferrando un colpo al volto che ha mandato in subbuglio l’arena ancor prima del fischio d’inizio.

La risposta della lega è stata inflessibile: tre partite di sospensione senza stipendio per Stewart. Un dettaglio non trascurabile, considerando che la penalità gli costerà la bellezza di 108mila dollari. Un’inflizione pecuniaria che non lascia dubbi circa la severità con cui la NBA intende preservare il fair play e l’integrità del gioco.

È vero, il caso legale specifico di Stewart è stato archiviato, ma ciò non ha attutato l’impatto del suo gesto sulle normative interne della lega, che hanno visto nell’atteggiamento del giocatore un comportamento assolutamente incompatibile con gli standard professionistici attesi da un atleta NBA. Pertanto, la sospensione di Stewart ha preso il via nella sfida successiva contro gli Indiana Pacers, un incontro a cui il centro ha dovuto assistere impotente dai margini del campo, riflettendo sulle conseguenze del suo impeto.

Durante l’attuale stagione, il 22enne ha dimostrato di poter essere un elemento chiave per la squadra, viaggiando ad una media di 11 punti e 6.8 rimbalzi in 35 partite giocate. Tuttavia, il suo apporto non è stato sufficiente a invertire le sorti dei Pistons, che si trovano ancorati al fondo della classifica con un record deprimente di 8 vittorie e 46 sconfitte. La squadra di Detroit si dibatte nel peggiore scenario del campionato, ed ogni assenza, specie quella di un giocatore del calibro di Stewart, pesa come un macigno sulle già fragili speranze di risalita.

I fan dei Pistons e gli appassionati di basket sono rimasti esterrefatti di fronte a tale episodio, in cui si è mostrata una faccia del basket professionistico lontana dagli ideali di sportività e rispetto reciproco. Il dibattito è acceso: c’è chi vede nella decisione della lega un monito necessario, una tutela dell’etica sportiva che va preservata a tutti i costi, mentre altri considerano la sospensione eccessiva, un duro colpo alla carriera di un giovane talento che si è lasciato sfuggire il controllo in un momento di tensione.

Resta il fatto che Isaiah Stewart dovrà ora fare i conti con questa battuta d’arresto, assorbendo il colpo e utilizzandolo come lezione per il suo futuro professionale. La NBA ha parlato, e il suo messaggio è chiaro: sul parquet, come nella vita, ogni azione ha delle conseguenze, e la disciplina è il faro che guida il comportamento degli atleti dentro e fuori dall’arena. Stewart, e i suoi colleghi, farebbero bene a non dimenticarlo.